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ŪTMARK:
combatte le corporation in profondità!
di Gabriele Cosentino (2001)

Testo inedito / Unpublished text


®™ark è un gruppo di attivisti americani, organizzati sotto forma di corporation, la cui missione, o mission secondo il tradizionale gergo aziendale, è sabotare le altre corporation. Secondo i membri ®™ark, infatti, il potere acquisito dalle corporation, rappresenta una pesante minaccia per l'equilibrio democratico americano, e di conseguenza anche del mondo intero. Ma ciò che sconcerta di più i membri di questo anomalo collettivo di attivisti, e che li ha spinti ad agire, è che questo potere non incontra nessuna vera forma di resistenza. "Nell'affrontare il problema del contrastare il potere delle corporation, abbiamo dovuto prendere coscienza del fatto che il potere delle corporation è diverso dal potere istituzionale contro cui c'è una lunga e varia tradizione di resistenza. Il potere delle corporation è alieno e senza faccia, una forza senza corpo, delocalizzata, che incombe su di noi costantemente, e che ha soltanto una moltitudine di obiettivi apparentemente scoordinati e nessuna posizione su cui possiamo contare, o contro cui possiamo combattere." Nel contestare le corporation ®™ark insiste sul fatto che queste hanno potuto aumentare nel tempo il loro potere, in particolare negli Stati Uniti, grazie a condizioni economiche e giuridiche speciali.

Le corporation sono infatti universalmente considerate persone giuridiche, e godono di particolari diritti. Negli Stati Uniti, in base al quattordicesimo emendamento della costituzione, emesso nel 1886 per tutelare i diritti civili degli schiavi liberati, che spesso si organizzavano in associazioni per inserirsi nella società civile, le corporation godono di diritti come la limited liability, cioé responsabilità limitata, e il diritto alla privacy, che in via pratica pongono le corporation alla stregua delle persone. ®™ark contesta il riconoscimento di diritti speciali, in particolare la privacy, alle corporation, soprattutto in vista della squilibrata situazione del sistema giuridico americano, più preoccupato a proteggere gli interessi delle corporation che dei singoli cittadini.

Il conflitto in cui ®™ark è coinvolto è quindi espressione di un fenomeno moderno e prevalentemente americano, perché negli Stati Uniti più che altrove le corporation hanno conquistato una supremazia indiscutibile in ambito economico, culturale e progressivamente anche politico. In reazione a questo stato di cose, apparso agli occhi del mondo in corrispondenza dell'emergere del fenomeno della globalizzazione dei mercati, sono recentemente sorti anche al di fuori degli stati uniti focolai di contestazione all'espansione delle corporation. La già citata protesta di Seattle ha rappresentato un importante momento d'incontro per i diversi movimenti anti corporation e antiglobalizzazione. L'accoglienza che la protesta di Seattle ha avuto a livello internazionale, dimostra che in tutto il mondo è in atto una presa di coscienza rispetto alle conseguenze connesse all'estensione di un mercato globale concentrato nelle mani di poche società.

La contestazione dell'operato delle corporation da parte di ®™ark, e di altri attivisti anti corporation, muove dall'osservazione che in base al particolare trattamento giuridico, che le equipara agli esseri umani, le corporation stanno emergendo come una nuova "specie" vivente, che compete nella lotta per la sopravvivenza alla stregua delle altre, ma che è nel profondo motivata da una impellente necessità di crescere, a dispetto di tutto ciò che si frappone nella sua direzione d'espansione. Le corporation sono organizzate società per azioni, il cui imperativo, secondo le moderne teorie di strategia di gestione aziendale, è la massimizzazione del profitto per gli azionisti, che corrisponde alla crescita del volume d'affari. L'importanza data alla prerogativa degli azionisti è aumentata in maniera considerevole soprattutto nei primi anni novanta, quando le azioni statunintensi ed europee hanno dovuto superare una diffusa situazione di recessione economica.

In base allo statuto organizzativo, diverse corporation godono quindi di limited liability, cioé di responsabilità limitata: questo significa che gli azionisti non hanno responsabilità legale sui danni causati intenzionalmente o meno dalle corporation, come ad esempio nel caso di un danno ecologico. Al tempo stesso, inoltre, gli azionisti hanno il diritto di denunciare il management della corporation per qualsiasi iniziativa questo intraprenda che distolga dall'obiettivo di massimizzazione del profitto.Facendo leva su questo tipo di garanzie, ed anche in virtù delle particolari condizioni del mercato americano e degli accordi transnazionali per il libero scambio, le corporation sono cresciute enormemente. "Gli ultimi cinquant'anni hanno visto una crescita fenomenale del potere delle corporation nel panorama sociale ed economico. L'espansione di questo potere ha fatto pesante affidamento su tre cambiamenti strutturali di grande portata nell'infrastruttura istituzionale: la deregolamentazione delle attività economiche, la privatizzazione di funzioni una volta pubbliche, e la commercializzazione di attività una volta sociali. Presi insieme e applicati al settore vitale delle comunicazioni e dell'informazione, l'impatto di questi processi sta alterando profondamente le condizioni informative e il carattere democratico della società americana. La voce delle corporation è la più forte sul territorio."

L'obiettivo principale di ®™ark è perciò limitare il potere delle corporation: per realizzare meglio questo ambizioso progetto, il gruppo ha deciso di indossare i panni del nemico, e quindi di organizzarsi come corporation. In questa condizione paradossale di corporation dedita al sabotaggio delle altre corporation c'é il fulcro del progetto e la ragione del suo successo.
Dal punto di vista pratico, ®™ark opera essenzialmente come società di mediazione fra gli attivisti e la realizzazione dei loro progetti di sabotaggio, proteggendo i finanziatori dei progetti attraverso l'anonimato e dispiegando le strategie di pubbliche relazioni in cui gli attivisti sono esperti. ®™ark mantiene infatti una fitta rete di contatti con i media tradizionali e nuovi media, in particolare le mailing list dedicate alla cultura di rete e alla net.art, fra cui Nettime e Rhizome. Il valore dell'azione di ®™ark risiede nella capacità di attrarre velocemente e in modo economico vasta attenzione su argomenti importanti. ®™ark è essenzialmente una agenzia di pubbliche relazioni per l'attivismo anti-corporate che "usa un frame sensazionalista (parole come sabotaggio, muscoli finanziari, etc.) per attrarre l'attenzione della stampa su progetti che illustrano gli abusi di potere delle corporation ai danni della democrazia e della società. ®™ark serve non soltanto per ottenere tale pubblicità tramite la creazione di fenomeni, ma anche per coltivarla attraverso un'attenta redazione di press release e interviste con la stampa."

Nato nel 1991 come progetto di alcuni attivisti di New York che cercavano un linguaggio "artistico" e spettacolare, legato al teatro e alla performance, per promuovere cause politiche, nel 1994 ®™ark è stata registrata come corporation. La scelta di diventare una corporation è stata motivata dalla possibilità di poter usufruire, nelle sue attività di sabotaggio, delle stesse garanzie delle corporation commerciali, cioè responsabilità limitata per i suoi "investitori", un'immagine ufficiale e credibile nei confronti dei media, e al tempo stesso per costruire un'azione critica nei confronti del sistema stesso che combattono. ®™ark organizza la sua attività secondo il sistema dei fondi comuni d'investimento, ed in questo risiede un ulteriore livello critico rispetto al sistema di raccolta di denaro da parte delle banche e delle società di consulenza finanziaria. Chiunque, tramite il sito di ®™ark, può proporre un progetto di sabotaggio o finanziarne uno esistente: per esempio, è possibile investire nel NIKE labor front fund , che propone di inserire nelle scatole di scarpe da ginnastica fabbricate dove non vigono norme di tutela del lavoro volantini che illustrano la condizione di sfruttamento degli impiegati nelle fabbriche. Oppure si può finanziare il SUNY fund, in cui si suggerisce di "creare e diffondere fra gli aspiranti studenti di un college informazioni accurate sui rapporti fra l'istituzione e le corporation. Per esempio, nel caso dell'Università Suny ad Albany, la presentazione del college dovrebbe spiegare perché la palestra porta l'insegna di una banca e perché la libreria è gestita da Barnes & Nobles , e perché gli appalti per la mensa sono stati concessi a chi aveva fatto l'offerta più alta e non a chi aveva il cibo più salutare". Questo fondo fa riferimento alla pratica tipicamente americana dei finanziamenti privati alle università e delle loro presunte ingerenze nelle politiche scolastiche.

Altri fondi di investimento di ®™ark interessano problemi legati all'ambiente, alla proprietà intellettuale, alla politica, alla globalizzazione dei mercati: "Esattamente come i consumatori possono essere persuasi a investire i loro risparmi in titoli azionari delle corporation tramite fondi comuni di investimento, in cui il contatto diretto con i titoli è delegato ad "esperti", allo stesso modo noi crediamo che classificando i progetti in base al tema, il rischio ed altri elementi, e preoccupandoci degli specifici dettagli di investimento - e allo stesso tempo estendendo le garanzie di protezione della ®™ark corporation per coprire gli investitori - siamo in grado di mitigare alcune delle paure che potrebbero interferire con i nostri specifici progetti di investimento, e aumentare il flusso di denaro a disposizione per i nostri progetti." I fondi d'investimento proposti da ®™ark sono divisi per tema e hanno un celebrity fund manager, cioè un personaggio famoso che fa da garante per un fondo d'investimento, un'operazione di marketing che è di consuetudine negli Stati Uniti fra le società finanziarie. Nel caso di ®™ark le celebrità sono professori universitari critici della politica liberista del governo americano, giornalisti di sinistra, politici, musicisti: "Abbiamo reclutato diversi celebrity fund managers che, avendo dimostrato affidabilità come produttori di dividendi culturali, sono particolarmente adatti a decidere sulla distribuzione delle imprese rappresentate dai nostri progetti. L'alto profilo di questi managers contribuisce ad aumentare la percezione generale dell'alternativa proposta da ®™ark". In virtù della responsabilità limitata, ®™ark fornisce la possibilità di sabotare o boicottare le corporation senza tuttavia rischiare personalmente. In particolare, dal momento che gran parte delle proposte d'investimento provengono da impiegati in corporation. "Ci nascondiamo dietro l'entita' corporate ®™ark. In questo modo, come persone non siamo direttamente responsabili. Se ®™ark viene accusato o perseguito, si dissolve e le persone che ci stanno dietro non vengono coinvolte."

Nel 1995 ®™ark ha deciso di aprire un sito Web, per portare le sue cause e le sue azioni ad un più ampio livello di visibilità e per sfruttare le possibilità di comunicazione della rete. Gran parte delle attività di ®™ark sono da quel momento state organizzate attraverso la rete, che si è dimostrata il canale migliore per promuovere e attivare progetti di sabotaggio anti-corporate: "E' tramite la rete che riusciamo a veicolare informazioni riguardo le corporation, i diritti delle corporation, la storia di questi diritti, e attraverso cui siamo in grado di coordinare l'immagine. Senza la rete soffriremmo di una raccolta molto più lenta di progetti e capitale." Oltre le motivazioni legali e organizzative, lo statuto di corporation permette ad ®™ark di costruire una speciale perfomance, in cui recupera gli elementi estetici e linguistici delle corporation per instaurare un rapporto privilegiato con i mass media. Da un punto di vista politico, infatti, la cosa che interessa di più ad ®™ark é comunicare con il pubblico, con le corporation e con i mass media, e non semplicemente fermarsi al dialogo, spesso autoreferenziale, con gli attivisti. Da questa necessità è derivata la scelta di costituirsi in corporation e di approdare alla rete.

Le corporation, come già osservato, sono società che dipendono strettamente dall'attività di gestione dell'immagine e delle pubbliche relazioni, e producono di conseguenza una quantità di comunicazione superiore ad ogni altra entità istituzionale o di altra natura. Il linguaggio e il canale di comunicazione corporate è perciò, soprattutto negli Stati Uniti, molto radicato e gode di ampia attenzione e credibilità: ®™ark, presentandosi come corporation, si trova nelle condizioni di beneficiare della capacità di presa culturale di un tale tipo di discorso.
Visitando il sito di ®™ark l'utente, tuttavia, si rende conto ben presto che non si tratta di una corporation tradizionale, e che i servizi erogati da ®™ark sono invece progetti al limite della legalità: proprio in questo scarto fra un'aspettativa, creata dall'immagine, e l'effettiva rivelazione del contenuto, consiste il nucleo del loro progetto artistico, e ciò che investe le sue azioni e comunicazioni di una speciale valenza simbolica.

Il primo progetto di sabotaggio di ®™ark, il Barbie Liberation Front, del 1993, era promosso da un gruppo di attivisti antimilitaristi, in collaborazione con un altro gruppo di attivisti chiamato Barbie Liberation Organization , i quali protestavano contro la stereotipizzazione di genere sessuale dei giocattoli, in particolare le celeberrime bambole Barbie e Big Jim. Gli attivisti di ®™ark hanno comprato centinaia di modelli della versione parlante di queste bambole, che ripetevano frasi semplici e stereotipate sul tema, rispettivamente, della guerra e dello shopping. Gli attivisti hanno in seguito invertito i chip vocali delle bambole, e le hanno riportate nei negozi in periodo natalizio (in virtù del diritto, garantito ai clienti delle catene di negozi americane, alla restituzione della merce fino a tre mesi dall'acquisto). Le bambole sono poi state rivendute regolarmente, creando un notevole caso sui media, dopo che genitori allarmati avevano protestato alla Mattel, la multinazionale che produce Barbie e G.I. Joe, per l'anomalo malfunzionamento dei giocattoli.


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